Tre firme nella dichiarazione che non aumentano le tasse di un euro
Nella dichiarazione dei redditi ci sono tre caselle che destinano una piccola parte dell'imposta a Stato, confessioni religiose, enti e partiti. Non costano nulla, e si possono usare anche senza 730.
In fondo al modello 730, e anche in un foglio allegato alla Certificazione Unica che ricevono lavoratori e pensionati, c'è una pagina con tre riquadri. Uno per l'8 per mille, uno per il 5 per mille, uno per il 2 per mille. Molti la saltano, convinti che firmare significhi pagare qualcosa in più o comunque complicarsi la vita.
Non è così. Le tre scelte decidono soltanto a chi va una piccola parte dell'IRPEF che il contribuente paga comunque. Le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate lo dicono in modo esplicito: queste scelte non determinano maggiori imposte dovute.
Una parte dell'imposta, non un'imposta in più
L'IRPEF che risulta dalla dichiarazione resta la stessa, che si firmi o no. Le tre scelte servono a indicare la destinazione di quote già comprese in quell'importo. Le scelte non sono alternative: si possono esprimere tutte e tre, una sola, o nessuna.
L'8 per mille, tra Stato e confessioni
L'8 per mille dell'intero gettito IRPEF nazionale viene ripartito tra lo Stato e le confessioni religiose che hanno firmato un'intesa con lo Stato. Chi sceglie lo Stato può anche indicare una finalità precisa tra quelle previste: fame nel mondo, calamità naturali, edilizia scolastica, assistenza ai rifugiati, conservazione dei beni culturali, recupero dalle tossicodipendenze.
Le confessioni che si possono scegliere sono tredici: Chiesa cattolica, Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Unione delle Chiese metodiste e valdesi, Chiesa evangelica luterana in Italia, Unione delle Comunità ebraiche italiane, Sacra Arcidiocesi ortodossa d'Italia, Chiesa apostolica in Italia, Unione cristiana evangelica battista d'Italia, Unione buddhista italiana, Unione induista italiana, Istituto buddista italiano Soka Gakkai e Chiesa d'Inghilterra.
C'è un dettaglio che spiega perché la firma conta anche per chi non la mette: le quote di chi non sceglie vengono ripartite in proporzione alle scelte espresse dagli altri. Fanno eccezione le quote non espresse che spetterebbero alle Assemblee di Dio e alla Chiesa apostolica, che vengono attribuite allo Stato.
Il 5 per mille, per enti e ricerca
Il 5 per mille va a un ente scelto dal contribuente, all'interno di alcune categorie:
- enti del Terzo settore iscritti al Registro unico nazionale (RUNTS);
- enti di ricerca scientifica e università;
- enti di ricerca sanitaria;
- tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici;
- attività sociali del comune di residenza;
- associazioni sportive dilettantistiche con rilevante attività di interesse sociale;
- enti gestori delle aree protette.
Oltre alla firma nel riquadro della categoria si può scrivere il codice fiscale dell'ente che si vuole sostenere. Gli elenchi degli enti ammessi sono pubblicati dall'Agenzia delle Entrate e dalle amministrazioni competenti per ciascuna categoria.
Il 2 per mille, per un partito
Il 2 per mille si può destinare a un solo partito politico, scelto tra quelli iscritti nella seconda sezione del registro nazionale previsto dalla legge. Nella dichiarazione 2026 non esiste un 2 per mille per le associazioni culturali, che in alcuni anni passati era stato previsto.
Quanto vale, in un esempio
Per avere un ordine di grandezza, si immagini un contribuente con un'IRPEF di 6.000 euro nell'anno. Le cifre qui sotto sono solo un'illustrazione della proporzione, perché l'8 per mille non passa direttamente dal singolo all'ente scelto ma si ripartisce sul gettito complessivo.
| Scelta | Proporzione | Ordine di grandezza | IRPEF da pagare |
|---|---|---|---|
| 8 per mille | 0,8% | 48 € | invariata |
| 5 per mille | 0,5% | 30 € | invariata |
| 2 per mille | 0,2% | 12 € | invariata |
| Totale delle firme | 90 € | 6.000 € |
Chi non presenta la dichiarazione
Molti pensionati e lavoratori dipendenti con un solo reddito non sono tenuti a presentare il 730. Possono comunque fare le tre scelte usando la scheda allegata alla Certificazione Unica, la CU che il sostituto d'imposta o l'INPS mette a disposizione ogni anno.
La scheda firmata si consegna in una busta chiusa, con l'indicazione delle scelte, in tre modi:
- a un ufficio postale, che la riceve gratuitamente;
- a un intermediario abilitato, come un CAF o un professionista, che può chiedere un compenso;
- direttamente online, con i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate.
Il termine coincide con quello della dichiarazione Redditi, di norma a fine ottobre o il primo giorno lavorativo successivo se il 31 cade di sabato o di domenica. Chi usa il 730 fa la scelta entro la scadenza del 730 stesso.
A chi interessa e che cosa controllare
Le tre scelte riguardano tutti i contribuenti che pagano IRPEF, anche chi non presenta la dichiarazione. Chi usa il 730 precompilato le trova nella stessa sezione in cui si controllano le spese, come quelle del veterinario; chi affitta casa con la cedolare secca ricorda che quella imposta è separata dall'IRPEF su cui si calcolano le quote.
- Le tre scelte sono state espresse, oppure lasciate in bianco per scelta?
- Per il 5 per mille, il codice fiscale dell'ente è scritto correttamente?
- Per il 2 per mille, è indicato un solo partito?
- Chi non presenta il 730 ha la scheda allegata alla propria CU?
In sintesi
L'8, il 5 e il 2 per mille sono tre modi di indirizzare quote dell'IRPEF che si paga comunque: firmare non costa nulla e non firmare non fa risparmiare nulla. Chi non presenta la dichiarazione può usare la scheda della Certificazione Unica e consegnarla gratuitamente in un ufficio postale.
Fonti ufficiali
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