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Fino a quanto si può pagare in contanti, e quando il negozio deve accettare la carta

Contanti e carte convivono con due regole distinte: un tetto ai pagamenti in contanti tra persone diverse e un obbligo, per chi vende, di accettare i pagamenti elettronici.

Una donna sulla cinquantina avvicina una carta al lettore sul bancone di legno di un forno.
Fotografia illustrativa. Le persone ritratte non hanno legami con i casi descritti.

Contanti e carte convivono nella vita di tutti i giorni, ma rispondono a due regole diverse. La prima riguarda chi paga: oltre una certa soglia, i contanti non si possono usare per trasferire denaro a un'altra persona. La seconda riguarda chi vende: negozi, artigiani e professionisti devono accettare i pagamenti con carta.

Le due regole sono spesso confuse, e attorno alla soglia dei contanti circolano cifre non più valide. Ecco come stanno le cose nel 2026.

La soglia dei contanti, 5.000 euro

Dal 1° gennaio 2023 è vietato il trasferimento di denaro contante tra persone diverse quando il valore complessivo è pari o superiore a 5.000 euro. In pratica, il pagamento in contanti è ammesso fino a 4.999,99 euro. La soglia è fissata dall'articolo 49 del decreto legislativo 231 del 2007 e non è cambiata nel 2026. Tra luglio 2020 e la fine del 2022 era di 2.000 euro.

Soglia in vigore dal 2023
5.000 €
Pagamento in contanti ammesso fino a
4.999,99 €
Soglia tra luglio 2020 e 2022
2.000 €
Decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, articolo 49, nel testo in vigore. La soglia riguarda i trasferimenti tra soggetti diversi.

Che cosa conta come trasferimento

La regola riguarda il passaggio di contanti da una persona all'altra, a qualsiasi titolo: un pagamento, un prestito, una donazione. Conta il valore complessivo dell'operazione, quindi è vietato anche dividere artificiosamente un unico pagamento in più parti per restare sotto la soglia.

Non rientrano nel divieto le operazioni in cui intervengono banche, Poste Italiane, istituti di moneta elettronica o di pagamento: prelevare dal proprio conto o versarvi contanti, anche per somme superiori, non è un trasferimento tra persone.

Esempi illustrativi di applicazione della soglia. Non sostituiscono la valutazione di un caso concreto.
SituazioneEsito
Pagare in contanti 4.500 € a un artigiano per un lavoroAmmesso
Pagare lo stesso lavoro da 6.000 € in due rate da 3.000 € in contantiNon ammesso, è un frazionamento
Prelevare 6.000 € in contanti dal proprio conto in bancaAmmesso, interviene la banca
Regalare 5.000 € in contanti a un figlioNon ammesso, serve un bonifico

Chi viola il limite rischia sanzioni amministrative che possono arrivare a 50.000 euro, e oltre per importi molto elevati; la sanzione riguarda sia chi dà sia chi riceve il denaro. Fino al 31 dicembre 2026 esiste poi una deroga, con una soglia di 15.000 euro, per gli acquisti di cittadini stranieri residenti all'estero presso commercianti e agenzie di viaggio che rispettano procedure specifiche.

Quando il negozio deve accettare la carta

L'altra regola è nell'articolo 15 del decreto legge 179 del 2012. Chi vende beni o presta servizi, compresi i professionisti, deve accettare pagamenti con almeno una carta di debito, una carta di credito e gli strumenti di moneta elettronica, salvo i casi di oggettiva impossibilità tecnica.

Dal 30 giugno 2022 chi rifiuta un pagamento con carta, di qualsiasi importo, rischia una sanzione di 30 euro più il 4 per cento del valore della transazione rifiutata, applicata dal prefetto. La legge vieta inoltre di applicare sovrapprezzi a chi sceglie di pagare con strumenti elettronici.

Il POS collegato alla cassa dal 2026

Dal 1° gennaio 2026 gli esercenti che usano il registratore telematico devono tenere il dispositivo per i pagamenti elettronici sempre collegato a quello che memorizza e trasmette i corrispettivi all'Agenzia delle Entrate. Per il cliente non cambia nulla al momento di pagare: è un obbligo che riguarda il negozio e il modo in cui registra gli incassi.

Perché il pagamento tracciabile conta anche nella dichiarazione

Dal 2020 la maggior parte delle detrazioni del 19 per cento spetta solo se la spesa è pagata con strumenti tracciabili, come carte, bancomat, bonifici o assegni. Fanno eccezione i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o accreditate con il Servizio sanitario nazionale. Un esempio concreto è quello delle spese del veterinario: una visita pagata in contanti non si detrae, il farmaco sì.

Anche le rate del condominio, che l'amministratore deve far transitare sul conto corrente condominiale, si pagano più comodamente con bonifico, come ricordato in chi paga cosa in condominio.

Stipendi e pensioni

Le pensioni e gli stipendi pagati dalle pubbliche amministrazioni, INPS compreso, quando superano i 1.000 euro devono essere accreditati con strumenti elettronici, su un conto bancario o postale, un libretto o una carta. Dal luglio 2018 anche i datori di lavoro privati devono pagare gli stipendi con strumenti tracciabili, e non più in contanti.

Un consiglio pratico: per un pagamento importante in contanti, anche sotto la soglia, conviene farsi rilasciare una ricevuta o una fattura che riporti data, importo e causale. Per i pagamenti con carta contestati, il percorso è quello descritto in come si contesta un addebito della banca.

A chi interessa e che cosa controllare

Le due regole riguardano tutti: chi paga lavori in casa, chi aiuta economicamente un figlio, chi ha un negozio o uno studio professionale.

  • Il pagamento in contanti resta sotto i 5.000 euro, considerando l'operazione nel suo complesso?
  • Per somme più alte tra familiari è previsto un bonifico?
  • La spesa che si vuole detrarre è stata pagata con carta o bonifico?
  • Il negozio o il professionista accetta la carta senza sovrapprezzi?
  • Si conservano ricevute e fatture dei pagamenti più importanti?

In sintesi

Nel 2026 si può pagare in contanti fino a 4.999,99 euro tra persone diverse, senza frazionare artificiosamente le somme. Chi vende deve accettare la carta per qualsiasi importo, senza sovrapprezzi, e dal 2026 deve collegare il POS alla cassa. Per chi paga, la carta o il bonifico hanno un vantaggio in più: lasciano una traccia che serve anche per le detrazioni.

Fonti ufficiali

CSCRC Conti di casa è un sito privato di informazione sponsorizzata, pubblicato da IUS Consulting OÜ. Non è l'INPS, l'Agenzia delle Entrate o un altro ente pubblico e non ha legami con essi. Il sito non gestisce domande o pratiche e non chiede compensi. Le regole e le cifre sono tratte dalle fonti ufficiali indicate e verificate alla data di pubblicazione (2 novembre 2026); gli esempi di calcolo sono illustrativi e non rappresentano ciò che spetta o che dovrà pagare un singolo lettore. Non si tratta di consulenza fiscale, finanziaria o legale. Non comunicare mai credenziali SPID, CIE o PIN, codice fiscale o coordinate bancarie a un sito in risposta a un articolo.

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